2014-2018: dal 2° al 3° congresso

Difficile riassumere in una pagina quattro anni di attività e le innumerevoli iniziative e vertenze :
di seguito alcune delle più importanti e significative.

Fermo della produzione e assemblea permanente con i dirigenti sindacali confederali e di categoria.
Questa la risposta dei lavoratori della Medtronic: è da anni che i dipendenti sono costretti a lavorare in presenza di piani di ristrutturazione occupazionale che hanno praticamente dimezzato il numero degli addetti in forza ai due siti al momento del passaggio di proprietà, nel 2010, alla multinazionale americana. Grave ed inaccettabile la decisione di delocalizzare la produzione in Messico, Irlanda, negli U.S.A, produzioni di alta qualità che da sempre vengono realizzate negli stabilimenti Bresciani. Finalmente, il 13 Luglio, in un incontro al Mise si è trovata un'intesa per il futuro dei lavoratori.

La raffineria di Augusta e i depositi logistici di Napoli, Palermo e Augusta i siti interessati.  I sindacati: “Siamo pronti a un inasprimento della mobilitazione in mancanza di un serio confronto”.Nella totale assenza di comunicazione ai sindacati, non si conosce qual è la strategia di Esso in Italia e  nulla degli obbiettivi del nuovo azionista.

Una decisione improvvisa che rischia di creare incertezza in una tra le più importanti aree industriali del Paese.

Dopo la richiesta al Mise dell'apertura di un tavolo di confronto, ancora nessun segnale di risposta.

 

Adesione del 93% allo sciopero nazionale dei lavoratori del gruppo Engie regolati dai ccnl di settore Elettrico e Gas/Acqua.
La protesta si era resa necessaria per la disdetta unilaterale da parte di Engie dei contratti nazionali di lavoro del settore e l'espressa volontà di passaggio dei lavoratori interessati al ccnl metalmeccanico.

Dopo iniziative di protesta e di sensibilizzazione del governo rispetto ai rischi di dumping contrattuale, il 5 Marzo 2018 Engie comunica ai sindacati il rinvio a Dicembre della decisione unilaterale di modifica del contratto. Notizia accolta positivamente, ma ancora insufficiente a scongiurare il pericolo.

Respinta la posizione espressa dalla Federazione di settore, secondo la quale l'esito della verifica degli scostamenti inflativi doveva determinare automaticamente gli effetti sugli aumenti contrattuali, così come previsti nell'ultimo rinnovo contrattuale.

L'accordo si chiuderà positivamente il 2 Maggio 2018, dopo dieci mesi di trattativa e 24 ore di sciopero.

Con due grandi cortei a Roma a chiedere rispetto per il lavoro, per la democrazia e per la Costituzione.

Una giornata di sana indignazione per il modo in cui governo e Parlamento, col “giochino” dei voucher prima aboliti e poi resuscitati, hanno disprezzato e raggirato la mobilitazione referendaria sul lavoro, le firme di milioni di cittadini e il diritto di tutti gli italiani a esprimere il proprio voto col referendum.

Dopo 14 mesi dall'avvio, ancora una fumata nera nella trattativa per il rinnovo del contratto del settore gas-acqua (interessati oltre 45 mila lavoratori) scaduto il 31 dicembre 2015.

I sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil dichiarano immediatamente lo stato di agitazione ed avviano la procedura per la dichiarazione di sciopero.

Finalmente, il 18 Maggio 2017 si arriva ad un'intesa che prevede un aumento medio di 89 €.

Sul rinnovo 2016-2018 è rottura con i sindacati. Viene proposto un aumento dei minimi retributivi di 65 euro, meno della metà della richiesta di 134 euro, ed è considerato inaccettabile.

Partono scioperi e manifestazioni (interessati oltre 35 mila dipendenti in aziende come Eni, Snam, Saipem, Shell, Esso, Total, Fina, ecc.)  per rivendicare il rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre 2015.

L'ipotesi di accordo si raggiungerà il 25 Gennaio 2017, l'aumento complessivo nel triennio è di 97 euro (minimi, produttività, welfare).

Il 20 ottobre si interrompono bruscamente  a Milano le trattative per il rinnovo del contratto 2016-2019 del settore tessile - abbigliamento scaduto il 31 marzo 2016.

Scatta lo sciopero e manifestazioni che proseguiranno anche nel 2017.

Dopo una lunga ed estenuante trattativa durata oltre 10 mesi – sindacati e imprese siglano l'accordo nella tarda serata del 21 Febbraio 2017 a Milano (oltre 420.000 i lavoratori interessati, impiegati in circa 40.000 imprese).
L'intesa prevede un aumento complessivo pari a 90 euro (minimi e welfare contrattuale).

"È un risultato straordinario e importante, che testimonia il consenso che le proposte della Cgil incontrano nel Paese".
Così il segretario generale del sindacato di Corso d'Italia, Susanna Camusso, commentò la raccolta di oltre 1,1 milioni di firme per ognuno dei tre quesiti referendari che accompagnarono e sostennero la proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti universali del lavoro'.
I referendum riguardavano: la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti, una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti.

I segretari generali di Filctem,Femca,Uiltec esprimono la loro contrarietà sul merito del quesito e forti preoccupazioni per le conseguenze dell'eventuale affermazione dei SI nel referendum proposto per non concedere proroghe alle concessioni sulle trivellazioni, attraverso un documento che lancia l'allarme sul rischio per 20.000 occupati tra diretti ed indotto. Il referundum del 17 Aprile 2016 non raggiungerà il quorum, scongiurando così il rischio per i lavoratori del settore.

Inizia la lunga vertenza contro Eni che aveva manifestato l'intenzione di vendere la controllata Versalis a SK Capital, un fondo inconsistente finanziariamente ed incapace di accogliere una società di quelle dimensioni.La vertenza proseguirà per tutto il primo semestre del 2016, con scioperi e manifestazioni in tutto il gruppo Eni, fino al definitivo abbandono da parte di Eni dell'idea di cedere Versalis, il 21 Maggio 2016.

Firmato a Roma un importante accordo di solidarietà intergenerazionale e occupabilità tra il Gruppo Enel e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil. L'intesa ha permesso l'accompagnamento alla pensione anticipata per circa 6000 lavoratori nell'arco di un quinquennio (2016-2020), secondo quanto previsto dall'art.4 della legge "Fornero"sulle pensioni, e il contestuale inserimento al lavoro per 3000 giovani, numero incrementato a 4000 in Ottobre 2018.

Dopo una lunga trattativa durata tutta la notte, giovedì 15 ottobre (ore 9,00) tra le associazioni imprenditoriali Federchimica, Farmindustria (entrambi associate a Confindustria) e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil viene siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore chimico-farmaceutico (più di 171.000 i lavoratori interessati, impiegati in quasi 3000 imprese, il 90% delle quali piccole e medie), oltre due mesi prima della scadenza naturale del 31 dicembre 2015.

Seminario nazionale Filctem-Cgil.

Una "due giorni" di confronto e di lavoro molto intensa che ha visto impegnati a Roma  oltre 350 dirigenti e delegati della Filctem-Cgil.

L'occasione è stata quella di un seminario nazionale – che ha visto protagonisti ospiti illustri - in un dibattito sulla contrattazione, tema di scottante attualità per il quale è in gioco quel modello contrattuale che abbiamo conosciuto e praticato in tutti questi anni, dal 1993 in poi.

Replica dell'iniziativa di Bologna, con centinaia di quadri e delegati Filctem-Cgil delle Regioni del Centro-Sud contro "jobs act" e legge di stabilità, per una politica a favore degli investimenti e per incrementare l'occupazione.

Oltre 1000 quadri e delegati Filctem-Cgil delle Regioni del Centro-Nord contro "jobs act" e legge di stabilità, in preparazione dello sciopero generale del 12 dicembre. La Filctem ha ribadito forte e chiaro il suo “No” alle decisioni del Governo, profondamente convinta che per battere la crisi occorre investire, aumentare i salari e le pensioni, far crescere i consumi, la produzione e l'occupazione. In una parola: è il lavoro che batte la crisi.

Un negoziato duro e faticoso, segnato da tante ore di sciopero, ma alla fine risulta credibile il sostegno al reddito di tutti i 2000 lavoratori, tra diretti e dell'indotto, per tutta la fase di transizione verso il progetto industriale di green refinery.

 

Al centro della manifestazione le proposte del sindacato sul lavoro ed in particolare sull'estensione dei diritti a tutte le lavoratrici ed i lavoratori.Una grande manifestazione della Cgil all'insegna del cambiamento del nostro Paese, a partire dalla libertà e dall'uguaglianza del lavoro.

Una vicenda infinita segnata da scioperi, manifestazioni, incontri (anche mancati) che è andata avanti per più di tre anni, quella di TIRRENO POWER, uno dei principali produttori di energia elettrica, presente nel nostro paese con tre centrali termoelettriche (Torrevaldaliga Sud, Napoli Levante, Vado Ligure) e 17 idroelettriche.

Dopo anni di lotta e di interventi della magistratura per tutto il 2015 e 2016 , si è dovuto prendere atto che occorreva salvaguardare i lavoratori attraverso esodi volontari, solidarietà di settore e ammortizzatori sociali straordinari.

 

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